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Quell’amato Tiramisù

È il più desiderato, il più apprezzato, il più richiesto. Il Tiramisù. Un dolce che mette tutti d’accordo, grandi e piccini. Ideale a fine pasto ma anche dopo una cena gourmet. Il piacere di affondare il cucchiaio nella sua morbida crema al mascarpone e deliziosi strati di savoiardi bagnati al caffè, è capace di esaltare chiunque. Un viaggio tra i pasticcieri italiani testimonia che il Tiramisù abbia deliziato il palato di tutti, anche quello del Re d’Italia Vittorio Emanuele. L’origine di questo amato dolce al cucchiaio è davvero molto povera; pare provenga da un’antica tradizione contadina. Esattamente quando le mamme per servire la colazione ai propri bambini, sbattevano il tuorlo d’uovo con lo zucchero, da accompagnare con fragranti savoiardi, e una tazza di caffellatte. Soltanto nel lontano 1954, ad opera della famiglia Campeol, proprietaria del ristorante “Le Beccherie” di Treviso, viene aggiunta al Tiramisù la crema al mascarpone che compone il celebre dolce a strati.

A seguire, negli anni ’80 molti pasticcieri apportano modifiche e rivisitazioni, elaborando il dolce secondo la propria interpretazione. Quella del Tiramisù è una preparazione che si presta a differenti variazioni e all’aggiunta di molteplici ingredienti: c’è chi al posto dei savoiardi utilizza il Pan di Spagna, chi la crema la realizza con la panna o la ricotta, per renderlo soffice e spumoso, chi preferisce la crema allo zabaione, e chi a seconda della stagione vi aggiunge la frutta: dalle fragole ai frutti di bosco, dalle arance ai limoni o anche i pistacchi. Per essere un tradizionale Tiramisù la ricetta originale prevede l’utilizzo di uova, caffè, mascarpone e marsala; inoltre deve essere al cucchiaio, quindi presentato in un bicchiere o coppetta, perché non è una fetta di torta.

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